Classifica Migliori Cantanti Emergenti Roma

Da un po’ di tempo i nuovi cantanti più emergenti in Italia fanno parte della scena romana, che è piena di nuovi talenti da scoprire. I cantanti in ascesa nel nostro territorio si stanno facendo sempre più spazio su palchi scenici della capitale attraverso le melodie e le parole delle loro canzoni. Oggigiorno, sempre di più i cantautori si sfidano a colpi di streaming su Spotify o su Youtube, dove i cantanti romani hanno una buona posizione nelle classifiche nazionali. La classifica della musica italiana per il 2019 ha visto porsi sulle prime posizioni cantanti romani di tutti i generi, ma specialmente rap.

Negli anni ’70 c’erano cantanti come De Gregori, Venditti e Baglioni. Oggi i cantanti che si sono formati sulle stesse tribune romane sembrano parlare un linguaggio simile, almeno al livello di testi, quasi come se si stesse creando una “terza scuola romana”. I giovani cantautori sotto i riflettori, sia quelli che sfondano le classifiche e sia coloro che riempiono i club e le discoteche, interpretano le proprie canzoni all’insegna della musica italiana d’autore, riallacciandosi alle innovazioni del presente, ma tenendo a mente la riscoperta della tradizione e delle proprie radici.

 

Le band romane più ascoltate di oggi

In particolare, oltre ai soliti generi musicali, i gruppi di cantanti stanno riscuotendo un vasto successo, anche per via del fatto che il pubblico spesso è stanco delle solite melodie e vuole sentire cose nuove. Ecco le quattro band che si sono distinte nella capitale negli ultimi anni:

Mòn

Da poco è uscito il loro primo album, Zama, ma il loro successo si deve principalmente al singolo che hanno pubblicato Lungs, in cui la musica, si sposa con le animazioni di Marco Brancato. Ciò che li ha resi interessanti nel panorama musicale attuale è la loro concretezza e i loro brani eterei, che colpiscono per il sound ricco, la modernità delle composizioni e la varietà di eventi sonori. La loro ascesa nel campo del mercato discografico è dovuta  ad una precisione tecnica, alla quale si amalgama una pulizia del suono eccezionale, per il quale le canzoni che inizialmente sembrano avere un certa impronta, hanno invece sorprendenti variazioni.

McFly’s Got Time

Cercare di inserirli in uno stile ben preciso è abbastanza difficile, inquanto spaziano dal folk al country. Ma non è tutto perché la loro musica ha anche influenze provenienti dal rock anni 60′, con sonorità tipiche del moderno indie. Tutto ciò provoca la sensazione di un prodotto fresco e ricercato in ogni passaggio. Questo è ancora più marcato dalle sfumature vintage provenienti dagli arrangiamenti, che lo rendono davvero interessante. Questi ragazzi del folk romano sanno come attirare il pubblico attraverso un buon equilibrio tra suoni goliardici e malinconici allo stesso tempo, che trasportano chi li ascolta in una dimensione sospesa, dal carattere leggero.

 

 

So Does Your Mother

Questi ragazzi sono riusciti con la loro musica ad unire vari stili, anche molto lontani tra di loro, come il jazz e la musica dance elettronica. I So Does Your Mother  hanno fatto in modo di dare il giusto spazio a tutti gli strumenti e hanno portato alla ribalta il rock progressivo, che per molti è ormai un genere vecchio e superato. La combinazione di così tanti elementi, tra cui troviamo (oltre alle classiche chitarre e batterie) il sax, il flauto e il clarinetto, come afferma il leader della band Lorenzo Sidoti, porta alla creazione di un nuovo genere musicale del tutto unico: il progressive rock dance .

Infatti, attraverso testi stravaganti e arrangiamenti eccentrici, il gruppo, formato da dieci membri, è riuscito a produrre ben due dischi, Fac(E)ing the Animals e Neighbours. Questi sono rappresentativi della loro creatività e del modo in cui hanno saputo dimostrare che le loro abilità tecniche, unite all’energia e all’originalità che possiedono, li rendono una vera e propria ispirazione nel panorama emergente attuale.

La Scala Shepard

Questa è una band pop-folk romana che si avvicinano anche all’indie italiano. Il risultato è un insieme di tonalità sonore unico, che è in grado di far incrociare diversi stili per unire la tradizione italiana del pop con elementi provenienti dal rock inglese. La Scala Shepard nasce fra le strade di Trastevere, dove i protagonisti di questo gruppo hanno trascorso un bel po’ della loro vita insieme, passando gli anni della loro adolescenza e della maturità suonando. Ed è proprio la quotidianità del quartiere in cui hanno vissuto ad averli ispirati per la stesura del loro disco Di Passaggio, con il quale hanno esordito.

Per capire il loro nome bisogna rifarsi alla tecnica acustica: la Scala Shepard, infatti, non è altro che un’illusione. Se si mette in loop una certa scala musicale, si può ascoltare sempre ascendente o discendente; questo dà una sensazione di eterno, ma, in realtà, essendo un loop, è solamente un inganno dei sensi.  La loro destrezza è provata dai testi e dagli arrangiamenti, come quelli nelle cover di Contessa e di Insieme a te non ci sto più o nel secondo disco Eureka, che sfociano nel pop-folk, dando vita ad una produzione accattivante.

 

Classifica delle star romane emergenti

Che il nuovo pop italiano sia cambiato è un dato di fatto: spesso però non si è a conoscenza del fatto che la maggior parte degli artisti che stanno rivoluzionando il mondo del pubblico più giovane, riempendo sempre di più gli stadi e mettendo piede in radio e in televisione, fanno parte del contesto romano. Ultimamente Roma, infatti,  sta diventando anche la capitale di una nuova frontiera musicale, formata da cantautori nati dalla cultura underground e cresciuti nei palazzi della città.

Ecco la classifica degli artisti più emergenti della scena romana, che danno del filo da torcere anche agli altri cantanti famosi in Italia.

1. Thegiornalisti

Quando si parla di cantanti romani emergenti non si può evitare di citare i Thegiornalisti. Questo gruppo, formatosi nel 2009 e composto da Tommaso Paradiso, Marco Primavera e Marco Antonio Musella, ha riscosso un notevole successo negli ultimi anni. Il loro trionfo nelle classifiche italiane è dovuto principalmente a Riccione. Tutti si ricorderanno questo tormentone dell’estate 2017, che veniva mandato in radio ogni giorno per tutto il corso delle vacanze estive di quell’anno.

Come tutti, però, prima di diventare famosi hanno dovuto esibirsi nei locali, dove suonavano dal vivo e dove hanno potuto confrontarsi gli altri musicisti.  I  Thegiornalisti hanno una scrittura semplice e diretta, simile all’immaginario dell’Italia degli anni ’80, al quale si rifanno. Il loro nome è associato al loro intento, che è quello di comunicare, a chi li ascolta attraverso i loro testi, la quotidianità nel modo più realistico possibile, proprio come fa un giornalista: potremmo chiamarli quindi dei “reporter musicali”.

Nel corso del tempo la loro musica ha subito dei cambiamenti: l’introduzione dei sintetizzatori, al posto delle chitarre, ha portato a nuove sonorità. Dal primo disco, che è stato registrato nel salotto di casa, fino al terzo album Fuoricampo,  anche i testi sono stati modificati. Mentre nei primi troviamo una produzione più di tipo intellettuale, dagli ultimi brani invece si può scorgere la loro spontaneità, attraverso scritture più sincere, anche con alcuni riferimenti autobiografici.

 

 

2. Ultimo

Un altro dei tanti nomi più ascoltati, specialmente nel 2019, è quello di, il cui vero nome è Niccolò Moriconi. Infatti, il brano Ballo delle incertezze, scritto da lui, è stato uno dei  più ascoltati del 2018. Ma ciò che l’ha reso così importante, e che lo ha portato ad avere la fama nazionale, è stata la vittoria al Festival di Sanremo 2018, nella categoria ‘Nuove proposte’. Il cantautore, di soli 23 anni e nato a Roma, ha preso parte alla 69esima edizione del festival della canzone italiana con il brano I tuoi particolari.

Dopo aver iniziato il suo percorso di studi all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dove suonava pianoforte, ha dimostrato che la musica gli scorre proprio nelle vene. Tant’è che ha iniziato a comporre canzoni all’età di 14 anni, quando già si esibiva in alcuni locali. Nonostante sia partito dal rap, Ultimo è riuscito sicuramente a conquistare anche il mondo del pop italiano, in quanto è capace di affrontare temi non banali, anche con una certa dose di novità. Il risultato, che è riuscito a produrre quest’artista, è quindi quello di un canto fresco e originale.

Il primo album pubblicato da questo artista s’intitola Pianeti, mentre il secondo, che è stato attestato come disco di Platino, ha come titolo Peter Pan. Ad Aprile di quest’anno è uscito il nuovo album di Ultimo, che è intitolato Colpa delle favole. Ad oggi tutte le date del tour sono già sold out. L’ultima data è stata il 29/06, ma fai ancora in tempo a prenotare dei posti per la prossima data del 4 luglio, che si svolgerà proprio a Roma: potrai prenotare i tuoi biglietti qui.

 

3. Calcutta

Questo artista lo si può definire un “romano acquisito”, in quanto nasce a Latina, ma, grazie al suo successo, si è fatto spazio anche tra gli artisti più importanti della Capitale.  Con il suo singolo Oroscopo, uscito nell’estate 2017, è stato considerato dalla critica e dal pubblico come l’artista italiano indie per eccellenza. Calcutta è lo pseudonimo di Edoardo D’Erme. Questo ha avuto il merito di crescere in termini di successo all’intero del nuovo pop italiano senza avere la presunzione di sentirsi il più bravo e senza pretendere di dare lezioni agli altri cantanti.

Già dal modo in cui si atteggia (sguardo perso, felpe larghe e cappellino coperto dal cappuccio) si può capire che il suo è uno stile romantico, con note malinconiche e brani intimi. Per questo motivo viene spesso visto come la voce di una generazione. Egli è in grado di raccontare cosa gli altri spesso provano. Sono presenti temi come la solitudine e un senso di smarrimento o il disagio di chi ha vissuto la sensazione di non appartenere a nessun luogo. Nel 2015, pubblica il suo secondo lavoro dal titolo Mainstream, che lo ha portato ad avere successo a livello nazionale.  Il suo ultimo progetto discografico, però, è Evergreen, un disco incomparabile ai precedenti, dalle sonorità senza tempo.

4. Margherita Vicario

Tra i cantanti emergenti italiani ci sono anche delle donne. La prima è Margherita Vicario, la quale è stata, prima di intraprendere la carriera di cantante, anche attrice. Ha avuto diversi ruoli sia sul grande schermo e sia in televisione. Ad esempio, la ritroviamo in molte serie televisive come I Borgia, I Cesaroni 6 e in tanti altre. La cantautrice è nata a Roma nel 1988, dove inizia la sua carriera passando dal teatro alla musica. Laureata all’Accademia Europea d’Arte Drammatica recita infatti in molti film. Parallelamente, però si appassiona anche della musica, che la compone e la canta. Se proprio la vogliamo dire tutta, le sue non sono semplici canzoni, ma dei veri pezzi di storia. Il suo stile è caratterizzato dall’ironia, ma è sempre pieno della dolcezza che la contraddistingue.

I temi che questa affronta non sono per nulla scontati, al contrario di come si potrebbe pensare. La potremmo definire una ventata di freschezza all’interno del pop all’italiana. Nel brano Mandela, da poco arrivato nei digital stores, affronta il tema del razzismo. In questa traccia sono presenti melodie pop, attraverso le quali vuole soffermarsi sul tema dell’odio verso il diverso e lo straniero. Questo è solo l’inizio di un percorso canoro che promette bene per il futuro.

Ma c’è un’altra canzone ancora più incisiva e penetrante: Abaué (Morte di un trap boy). In questo video musicale parla di un tema tragico e delicato, quello del suicidio di un ragazzino. Attraverso questo brano Margherita vuole comunicare la fine della trap e il bisogno di nuovi contenuti. Lei stessa dice di aver scritto questa canzone a seguito di un servizio televisivo. In questa intervista di una TV Svizzera un ragazzino di 16 anni diceva di drogarsi solo perché lo sentiva nelle canzoni. Da qui, ella presenta questo brano così: “Salutiamo soldi e puttane, droghe e gioielli, depressione, nichilismo, autolesionismo. Ci siamo divertiti tanto, ma adesso basta. Siamo arrivati a un punto di non ritorno, di superamento”.

 

5. Mèsa

Un’altra giovane promettente dello scenario romano è Mèsa, il cui vero nome è Federica Messa. Nata a Roma, ma avente origini catanesi,  ha iniziato a suonare la chitarra e scrivere canzoni quando era ancora molto giovane. Le sue canzoni oscillano tra il rock alternativo italiano e i Nirvana e rappresentano una novità del pop-rock italiano.

Inizia la sua carriera come solista, con diversi concerti nei locali della Capitale. In seguito è riuscita a formare anche una band, pubblicando anche un disco  con cinque tracce di brani autobiografici che parlano d’amore finito. Le melodie di Mèsa sono quelle standard, ma le sue canzoni presentano anche una leggera malinconia, a volte anche appassionate ed emotive.

 

 

 

Foto: Todd More; B in Rome; YouTube; SportFair

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *